Manca ancora parecchio al lancio di FIFA 15EA Sports deve ancora fare annunci ufficiali in merito – ciononostante ecco arrivare le prime, sorprendenti indiscrezioni. Calcio femminile ? A quanto pare sarebbe una possibilità.

Stando ad alcune voci di corridoio, gli sviluppatori avrebbero infatti intenzione di arricchire la loro prossima opera videoludico-calcistica inserendo il sempre più popolare calcio femminile.

I rumor parlano delle sole nazionalianche perché, diciamocelo, chi li conosce i club? – con un particolare occhio di riguardo per quelle che hanno dominato le ultime Olimpiadi di Londra.

Per il momento EA si è ovviamente rifiutata di commentare queste speculazioni, ma visto quanto accaduto l’anno scorso con FIFA 15 (EA sport, più preoccupato per la vendita di crediti fifa per il momento) , è lecito attendersi qualche novità già nelle prossime settimane.

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Vi terremo aggiornati !

In un discorso tenuto a New York un paio di settimane fa, Barack Obama ha citato i videogiochi. Naturalmente non in senso positivo. Il presidente americano ha infatti dichiarato:

“Perché i nostri figli raggiungano l’eccellenza, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Questo significa metter via l’Xbox, mettere a letto i bambini a un’ora ragionevole (…) aiutarli a fare i compiti… Questo significa anche spingere i nostri bambini ad avere obiettivi più ampi. (…) I nostri figli non posso tutti aspirare a essere il prossimo LeBron o la prossima Lil Wayne. Voglio che aspirino a essere scienziati e ingegneri, dottori e insegnanti, non solo ballerini e rappers”


La citazione dell’
Xbox (stranamente non il più popolare Wii, forse perché anche la famiglia Obama di Wii ne ha uno) ha impensierito l’ECA, un’associazione di consumatori di intrattenimento, la quale ha lanciato una campagna per informare il presidente delle potenzialità educative dei videogiochi, soprattutto quelli che promuovono l’attività fisica.

Ora, capisco che il giorno che il presidente degli Stati Uniti riconoscerà l’importanza dell’industria dei videogiochi si potrà dire che il videogioco ha davvero la stessa importanza mainstream del cinema, però l’iniziativa non mi convince. Soprattutto perché sono d’accordo con Obama. I videogiochi non saranno parte del problema in senso specifico, però credo che ci sia un problema più diffuso. C’è il problema dei bambini che giocano a GTA o Gears of War, che saranno anche divertenti ma che certo non stimolano in modo particolarmente intelligente la mente di un bambino. Esiste il problema dei ragazzini che ascoltano rap e guardano America’s Best Crew. Sembrerò fuori dal tempo, ma nella cultura mainstream, soprattutto americana, vedo una sorta di riconoscimento dell’essere stupidi, la premiazione della superficialità e dell’essere volontariamente ignoranti (vedi lo slang gangsta sgrammaticato diventato lingua ufficiale di MTV).

Naturalmente non vorrei censura o misure restrittive. Però secondo me è utile bilanciare intrattenimento leggero ad attività interessanti ma non necessariamente divertenti. Io sono felice che nella mia infanzia ci sia stato spazio per giochi all’aria aperta, videogiochi, palloni, libri, LEGO e Piccolo Chimico. Non sono sicuro che essere cool e voler fare il ballerino di breakdance passando le giornate a giocare a 50 Cent : Blood on the Sand sia una cosa molto positiva per la formazione di un bambino…

Ci sono tre cose che non mi piacciono dei fantasy: la prima è il genere in sè, spesso farcito da stereotipi già visti nelle migliori opere del genere e che sembra volere vivere di infinite ripetizioni per un pubblico di ragazzi; la seconda è la magica bontà che imperversa tra la nobiltà solamente mitigata a volte dal cattivo della storia che in se racchiude tutte le cose brutte dell’umanità; la terza infine sono i bambini, che scorazzano da una parte all’altra dei reami con incredibile stupidità incasinando la vita a chiunque, un pò come la figlia di Jack Bauer si impegnava a fare nelle prime stagioni di 24.

Fortunatamente non tutti gli scrittori si accontentano di ripetere all’infinito le stesse storie e alcuni rispettano più di altri il genere fantasy. Tra questi George R. R. Martin col suo ciclo Cronache del ghiaccio e del fuoco che si caratterizza per  una storia per niente superficiale e per dei personaggi sempre molto dettagliati. Lo scrittore ha ricevuto numerose richieste per la trasposizione  in  immagini della sua opera ma sembra abbia spesso rifiutato  richieste da parte dell’industria  cinematografica per la difficoltà di portare al cinema una storia così lunga e complessa. Ha invece accettato di vedere il suo ciclo sugli schermi della televisione americana HBO, una delle migliori per  quanto  riguarda  la creazione di serie televisive di qualità.

 

Il risultato del lavoro è stata una serie caratterizzata da una prima stagione di 10 episodi da un’ora circa dal titolo Game of Thrones che posso dire sono di ottima qualità. Il lato magico e misterioso sono solo accennati mentre gli intrighi e le mosse di preparazione ad una possibile guerra sono messe in evidenza lungo tutta la stagione. Con questo non voglio dire che ci troviamo di fronte ad una specie di serie storica, ma solo che la serie ha un tono più maturo pur mantenendosi fantasy quanto basta. Magia, mistero, draghi e quanto altro sono comunque presenti.

Ho visto tutti i dieci episodi in pochi giorni e alla fine dell’ultimo episodio ne volevo vedere un undicesimo, cosa di solito di buon segno per una serie televisiva. Secondo me Game of Thrones ha tutte le carte in regola per proseguire accrescendo il seguito di spettatori non avendo sostanzialmente   grossi difetti. Se c’è una cosa che può essere migliorata sono forse le scene a cavallo negli ampi spazi irlandesi  e scozzesi dove si può notare troppo facilmente che un’inquadratura è ristretta per non far notare che i cavalieri sono al massimo una ventina e non 20.000. Forse qualche dollaro in  più speso in effetti al computer da questo punto di vista avrebbero reso le scene più realistiche e spettacolari.