• Categorie: PlayStation 3 | Xbox 360 | Simulazione Sportiva
  • Produttore: EA Sports
  • Sviluppatore: EA Canada
  • Uscita: 10 Febbraio 2012
  • Multiplayer: Cooperativo e Competitivo
  • Sito Web: http://www.ea.com/it/grand-slam-tennis-2

Non sono mai stato un grande appassionato di tennis, almeno non di quello televisivo, ma in questo periodo, essendomi passata per le mani una copia di Grand Slam Tennis 2, mi sono detto: “Perché non provare ad analizzarlo?”.

In fin dei conti in 7 anni di carriera in questo campo non mi era mai capitato di cimentarmi con titoli di questo genere ed il mio nuovo, fiammante blog mi sembrava senz’altro un ottimo modo per mettermi alla prova!tennis-EA

Quando si pensa al tennis videoludico la mente non può che andare alle due grandi compagnie che nel corso degli ultimi anni hanno catalizzato l’interesse di milioni di aspiranti tennisti: 2K Games, con il suo Top Spin da una parte, e Sega, con Virtua Tennis. Due scuole di pensiero ben distinte, che hanno contrapposto arcade e simulazione in uno scontro all’ultimo ace, ma ora un terzo incomodo ha fatto irruzione sulla scena videoludico-tennistica contemporanea.

Con l’avvento delle console in alta definizione, EA Sports ha infatti pensato bene di tornare a calcare i campi di tennis con Grand Slam Tennis 2, nel tentativo di rivolgersi ad un bacino d’utenza più ampio dei suoi concorrenti e proporre così un’esperienza di gioco appetibile a chiunque, anche a chi non si fosse mai avvicinato ad un titolo della categoria. Insomma, anche ad uno come me.

Il primo impatto con il campo di gioco è stato senz’altro positivo, specie per quanto riguarda le qualità tecniche del prodotto, pari a quelle dei principali prodotti sportivi di casa EA.  Vestendo i panni dell’indimenticabile McEnroe – ebbene sì, sono un maledetto nostalgico – sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla resa grafica del campo e del mio irascibile atleta, ma soprattutto dall’atmosfera generale, fedelissima alla controparte reale.

Per ciò che concerne il gameplay, il titolo sembra attestarsi su dei buoni standard – pur non raggiungendo i picchi qualitativi di un Top Spin – fornendo al giocatore la possibilità di adottare un triplice approccio alla realtà di gioco: uno più “classico”, se così vogliamo dire, incentrato sull’utilizzo dell’analogico sinistro e dei tasti frontali, uno più tecnico, il Total Raquet, legato al movimento e all’inclinazione dell’analogico destro per regolare taglio, potenza e direzione dei propri colpi, ed infine uno più “casual” che necessita del Move per approfittare della tecnologia di motion sensing.

Indipendentemente dal tipo di stile adottato, pur riconoscendo che il Total Raquet garantisce senz’altro un controllo pressoché totale sull’esecuzione dei vari movimenti, devo ammettere di essermi divertito parecchio in tutti e tre i modi, senza mai trovarmi nella condizione di maledire gli sviluppatori per aver creato qualcosa di troppo complesso per essere capito, e dunque padroneggiato in pieno.

Il gameplay denota infatti una grande accessibilità apparente – stadio iniziale a cui molti decideranno di fermarsi – nascondendo in realtà una certa profondità che non mancherà di stuzzicare tutti gli appassionati del genere. Il titolo è chiaramente orientato più verso l’arcade che verso la simulazione ma almeno per ciò che ho visto, sembra che tutti saranno in grado di godersi l’esperienza ludica proposta senza finire con l’ammaccare muri o schermi televisivi per la frustrazione.

Al di là di un gameplay fondamentalmente solido, c’è però una cosa che non mi ha convinto pienamente, ovvero il fatto che, a prescindere dalla potenza dei propri colpi, sembri impossibile mandare la palla in out, con ovvie implicazioni in termini di strategie e tattiche attuabili.

Il margine di errore in fase di risposta sembra infatti pressoché assente, vanificando dunque gli sforzi di chiunque sia solito prediligere il posizionamento a fondo campo piuttosto che sotto rete. Una mancanza, questa, che potrebbe rivelarsi determinante nella decisione di acquistare o meno il prodotto da parte degli irriducibili di questo sport.

Sul fronte dei contenuti, infine, il titolo propone davvero l’imbarazzo della scelta: oltre ai classici singoli e doppi amichevoli, il titolo dispone di una ricca modalità carriera in cui si hanno dieci anni per dimostrare le proprie abilità e conquistare la vetta della classifica mondiale; la modalità ESPN Gran Slam Classics, in cui è possibile rivivere e magari riscrivere una serie di eventi che hanno fatto la storia del tennis; e la modalità Torneo, per creare competizioni personalizzate per un minimo di 4 partecipanti ed un massimo di 128. E tutto questo senza dimenticare l’online, immancabile aggiunta ad un’esperienza già di per sé più che valida.

Insomma, in definitiva Grand Slam Tennis 2 si dimostra un titolo di buona qualità, che pur non reggendo il confronto con il massimo esponente della categoria, ovvero Top Spin 3, riesce a garantire un’esperienza tutto sommato gradevole. Complessivamente questo titolo è forse il più debole dell’intero catalogo sportivo di EA Sports, ma ciò non toglie che possa comunque rappresentare un ottimo primo passo nel mondo del tennis videoludico per chiunque non abbia ancora avuto occasione di calcare i campi digitali di questa generazione.