Il successo planetario de “La passione di Cristo” ha dato la possibilità a Mel Gibson di girare alcuni film indipendenti. Con “Viaggio in paradiso” Gibson scrive una nuova sceneggiatura assieme a Stacy Perskie e Adrian Grunberg, quest’ultimo suo assistente alla regia nei film “Apocalypto” e “Fuori controllo”, e qui all’esordio da regista. La pellicola mostra tutte le caratteristiche di film indipendente dando completo spazio alla creatività dell’attore/sceneggiatore/regista americano. In particolare “Viaggio in paradiso” appartiene a quel genere di film che negli anni ’80 lo ha visto protagonista: inseguimenti tra polizia e rapinatori, soggiorni in carcere e desiderio di vendetta.

Certo, il personaggio interpretato da Gibson, un rapinatore che non lesina in azioni violente, sembrerebbe più adatto a un giovane, ma il fascino dell’attore americano sopperisce all’età.
Il realtà, il vero protagonista di “Viaggio in paradiso” è El Pueblito, un’incredibile prigione che sembra una piccola citta, con bar, ristoranti, negozi, spacciatori, case con intere famiglie. Tutto nella totale corruzione e gestito da una complessa gerarchia criminale. Lo scenario è sensazionale e soprattutto originale. La sua realizzazione è fantastica, non soltanto nella scenografia, ma anche nel clima di quotidianità e di malvivenza che si respira. Ogni personaggio di quel carcere è ricoperto di sudore e di sporcizia, i capelli arruffati si, hanno lividi, cicatrici e ferite, Gibson, troppo, viene dato nessun trattamento stelle e per la maggior parte del film Gibson è ugualmente sporco, ma sempre con quel fascino glamour che lo contraddistingue.

Cine : viaggio in paradisoultima modifica: 2019-06-20T16:22:13+02:00da goldgame
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